
L'infermiera dell’ospedale di Saronno arrestata con l’accusa di aver avvelenato e ucciso il marito e altri degenti dell’ospedale di Saronno in concorso con l’amante medico somministrava farmaci anche a suo figlio di undici anni.
Come riferito da La Prealpina, dalle intercettazioni dei Carabinieri si evince che la donna e l’amante lo inducevano a prendere una pasticca e delle gocce e il bimbo, dopo qualche tempo, l'avrebbe implorata di smetterla.
Mentre le forze dell'ordine indagano sull'omicidio del marito di lei e su altre 80 morti tra degenti (malati terminali che il medico, in una sorta di mania di onnipotenza, decideva di uccidere per "alleviarne" le sofferenze) e famigliari, emergono altri inquetanti dettagli. Dalle intercettazioni emergono le pulsioni omicide della donna anche nei confronti della zia, della madre e del suocero che muoiono uno dopo l’altro in pochi mesi. "È stata un'idea geniale far cremare tuo marito e tua madre", si sente dire il medico in un'altra intercettazione.
L'infermiera, inoltre, aveva già tentato di uccidere il marito nel 2011, all'inizio della sua relazione con il vice primario. Invano, visto che l'uomo era stato salvato dal sovradosaggio di farmaci da un medico del pronto soccorso di Saronno. La donna ci ha così riprovato all'inizio del 2012 con un nuovo piano: far credere al marito di essere malato di diabete per poterlo uccidere lentamente nei due anni successivi.
Come spiega VareseNews, fino al 30 giugno 2013 per l'uomo è un calvario fatto di ricoveri, farmaci de sofferenze che termineranno solo con la sua morte.
Nella giornata di oggi si sono svolti gli interrogatori dei due imputati. Il medico (formalmente accusatao di quattro morti sospette in corsia) si è dichiarato innocente mentre l'infermiera (accusata per ora dell'omicidio del marito) si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Domani mattina dovrebbero iniziare gli interrogatori dei 12 indagati tra dirigenti e medici che sono stati coinvolti nella vicenda. Secondo la Procura di Busto Arsizio, infatti, all’interno dell’ospedale di Saronno si sarebbe creata una sorta di cappa di omertà che avrebbe coperto le morti.
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