
Oltre 250 tibetani hanno manifestato oggi davanti alla sede delle Nazioni Unite a Ginevra per denunciare la repressione cinese. I dimostranti hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici e la creazione di una missione indipendente d'indagine nel Tibet, in occasione della Giornata dei diritti umani. Il presidente della Comunità tibetana in Svizzera e nel Liechtenstein, Lobsang Gangshontsang, ha denunciato il peggioramento della situazione in Tibet, dove 92 persone si sono appiccate il fuoco dal 1979 per protestare contro l'occupazione cinese. I manifestanti riuniti sulla piazza sono stati raggiunti da una decina di persone partite a piedi da Berna il 4 dicembre. In un comunicato, la Comunità tibetana in Svizzera invita la Cina a liberare tutti i prigionieri politici "condannati con pretesti diversi, senza processo equo, e a porre un termine a tutte le politiche repressive praticate nelle regioni tibetane". Pechino è invitata a risolvere la questione tibetana in modo pacifico, tramite il dialogo. I manifestanti chiedono pure alle autorità cinesi di accettare la domanda di sopralluogo inoltrata da 12 organismi di difesa dei diritti umani dell'ONU. Gli svizzeri ed il loro governo, dal canto loro, sono invitati a sostenere "la lotta tibetana per la giustizia e la dignità umana". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

