
Al terzo giorno del processo intentato a Ginevra all'omicida del banchiere francese Edouard Stern, i testimoni della difesa hanno stilato un ritratto poco ameno della vittima: il finanziere - hanno riferito - sapeva mostrarsi irascibile, calcolatore, lunatico e, soprattutto, molto possessivo nei riguardi dell'amante. Stando al proprietario di una galleria d'arte di Parigi, amico della coppia, il banchiere era molto seducente, un eccellente padre di famiglia, ma pure un uomo che si "rimangiava facilmente la parola". Nei riguardi di Cécile B. era addirittura "infernale": la chiamava ininterrottamente, giorno e notte. Questa pressione costante impediva a Cécile B. di vivere. "Non ho mai incontrato una donna così devastata moralmente", ha osservato il galerista. "Per aver un pò di pace, era costretta a spegnere il cellulare quando mangiava con me al ristorante", ha riferito da parte sua un'amica russa dell'imputata. "La relazione fra i due era troppo passionale, senza logica alcuna. Il mattino si amavano, a mezzogiorno si lasciavano, e tornavano ad amarsi la sera", ha aggiunto l'amica. La donna ha pure descritto le notti "particolari" trascorse in compagnia di Cécile B. e dell'uomo d'affari, che aveva preferenze sessuali "poco comuni". Il processo proseguirà la settimana prossima con l'udizione di altri testimoni e le arringhe. La sentenza della Corte d'assise potrebbe essere resa il 19 giugno. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

