
Un'organizzazione britannica per i diritti umani ha dato inizio ad una battaglia legale per costringere il governo di Londra a rivelare che cosa sapeva della deportazione clandestina ordinata dalla CIA di un cittadino pachistano rilasciato nel 2008 da Guantanamo. Iqbal Madni, questo il nome dell'uomo, era stato arrestato nel gennaio del 2002 a Giakarta, in Indonesia, e poi portato in Egitto dove sarebbe stato torturato da agenti della CIA nel corso di un interrogatorio. Madni sostiene di essere arrivato in Egitto passando attraverso l'isola di Diego Garcia, un territorio britannico, e accusa quindi il governo di Londra di complicità nelle torture da lui subite. Lo scorso anno il ministro degli Esteri David Miliband ha ammesso che Diego Garcia era stata utilizzata per i cosiddetti voli di 'rendition', ma non ha rivelato che cosa il governo britannico sapesse all'epoca di questi viaggi e deportazioni. Clive Stafford Smith, l'avvocato dell'associazione Reprieve che ha dato inizio alla battaglia legale, ha dichiarato oggi alla Bbc: "La questione che riguarda il Regno Unito è che Diego Garcia un territorio britannico, e che per questo siamo noi i responsabili di ciò che vi accade. Gli americani ci avrebbero dovuto dire cosa facevano e noi, in qualità di supervisori dell'isola, avremmo dovuto assicurarci che su di essa non venivano commessi dei crimini". "Il trasferimento di detenuti attraverso il territorio britannico senza il nostro permesso, sebbene sia una cosa preoccupante, non significa che il Regno Unito sia stato complice nelle torture. Condanniamo senza riserve l'impiego di torture", ha dichiarato oggi il ministero degli Esteri in un comunicato. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

