
Niente accordo: gli scioperi nelle università britanniche continuano. Lo hanno deciso i dipendenti, ricercatori in testa, contro una riforma considerata peggiorativa del loro già modesto trattamento pensionistico. Un'intesa di massima raggiunta ieri sera dai vertici sindacali di categoria con le autorità è stata sonoramente bocciata. Nella base ha prevalso l'anima più battagliera della protesta, che chiede concessioni maggiori e una vittoria più netta, "decisiva", dopo anni di arretramenti e tagli. Questa scelta, criticata da esponenti di governo e organismi accademici, significa che la vertenza continua. E che gli scioperi proclamati in ben una sessantina di atenei del Regno per aprile e maggio rimangono in calendario, dopo quelli attuati a ripetizione nell'ultimo mese e mezzo: non senza conseguenze sulla didattica per migliaia di studenti.
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