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Estero
GB: scandalo spese, rotola testa speaker Camera Comuni
Redazione
17 anni fa

È rotolata oggi la prima testa eccellente nello scandalo dei rimborsi ai parlamentari che ha travolto il governo di Londra: Michael Martin, il presidente della Camera dei Comuni, la terza carica più autorevole del Regno Unito dopo la Regina e il primo ministro, ha annunciato che lascerà il posto il 21 giugno e che il suo successore sarà eletto dai deputati il giorno seguente. A nulla è valsa la promessa di Martin di introdurre in maniera rapida una riforma radicale dei rimborsi spese dei deputati: alla sua dichiarazione ieri diversi parlamentari hanno risposto chiedendo di discutere una mozione di sfiducia nei suoi confronti e dopo quest'ultima umiliazione, a Martin non è rimasta altra scelta se non quella di gettare la spugna. In un breve intervento alle 14.30 nella camera bassa, lo 'speaker' - così viene chiamato il presidente della camera dei deputati - ha affermato: "Ho sempre creduto che la Camera svolga al meglio il suo lavoro quando è unita. Allo scopo di mantenere l'unità, ho deciso che lascerò l'incarico di speaker domenica 21 giugno. Ciò permetterà alla Camera di eleggere il nuovo speaker lunedì 22 giugno". Il primo ministro Gordon Brown, in una conferenza stampa tenutasi in serata, ha dichiarato che con le sue azioni lo speaker ha dimostrato di "appoggiare le riforme necessarie" per "ripulire il sistema". Dopo aver dato l'annuncio delle sue dimissioni, Martin ha infatti partecipato insieme al premier a un incontro dove si sono discussi i cambiamenti da apportare al sistema dei rimborsi. A questo proposito, Brown ha annunciato che nessun deputato laburista che ha violato le regole potrà candidarsi alle prossime elezioni e che l'erogazione dei rimborsi verrà d'ora in poi regolata e monitorata non dai parlamentari stessi, ma da un organo esterno e indipendente. A far perdere il posto a Martin è stata l'accusa, mossa nei suoi confronti, di essersi mostrato più preoccupato dal fatto che il Daily Telegraph fosse entrato in possesso dei documenti sui rimborsi e che li stesse rendendo pubblici, che dalla necessità di far luce sullo scandalo. Era stato proprio lo speaker, infatti, a chiedere a Scotland Yard di aprire un'indagine su come il giornale era entrato in possesso dei documenti e a scagliarsi contro i parlamentari che si erano pronunciati contro un intervento della polizia in questo senso. Anziché rispondere alle preoccupazioni del pubblico e dimostrarsi sopra le parti, secondo il liberaldemocratico Norman Baker, Martin avrebbe "difeso gli interessi costituiti". Secondo alcuni però, a fare di Martin il primo speaker costretto a lasciare la camera bassa da oltre 300 anni - il primo in assoluto fu nel 1695 Sir John Trevor, giudicato colpevole di corruzione - sarebbe anche stato lo snobismo dei suoi colleghi parlamentari, che non hanno mai esitato a ricordare le sue umili origini e, in questo caso, nemmeno a trasformarlo in capro espiatorio in una vicenda che colpisce più o meno tutti loro. Scozzese di Glasgow, con un passato da operaio e da sindacalista, il 63enne Martin è parlamentare dal 1979 e speaker dal 2000. Da allora in molti lo hanno accusato di non essere all'altezza del suo incarico, di non saper tenere ordine nella Camera, di non essere parziale e di interrompere i parlamentari nel momento e nel modo sbagliato. Il suo stesso utilizzo del sistema dei rimborsi è stato oggetto di scrutinio: nel febbraio del 2008 era emerso infatti che lo speaker si era fatto rimborsare alcuni viaggi fatti dalla moglie in taxi per fare la spesa. In un'altra occasione era stato accusato di aver utilizzato miglia aeree accumulate nei suoi viaggi di lavoro per acquistare biglietti aerei di prima classe per dei parenti. Ora tutti gli occhi saranno puntati sulla scelta del suo successore. Come ha spiegato alla Bbc Douglas Carlswell, il parlamentare conservatore che ha presentato la mozione di sfiducia nei confronti dello speaker, "rimuovere Michael Martin non è la fine di un processo, è soltanto l'inizio. Il nuovo speaker dovrà essere un riformista". Tra i nomi che circola

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