
Luce verde dalla giustizia del Regno Unito: i tre keniani torturati dalle autorità coloniali britanniche durante la rivolta dei Mau Mau potranno procedere con la loro richiesta di risarcimento. A deciderlo è stata l'Alta Corte di Londra con una sentenza giudicata "storica" dai legali delle tre anziane vittime. Il passo successivo sarà ora un processo in piena regola, appello permettendo. Il ministero degli esteri (FCO) ha infatti già presentato ricorso visto che la sentenza rischia di avere "conseguenze legali potenzialmente significative e ramificate". "Il limite temporale abituale per un'azione civile è da tre a sei anni", ha commentato un portavoce dell'FCO. "In questo caso il limite è stato esteso a oltre 50 anni nonostante il fatto che i personaggi chiave di questa vicenda siano morti e non possano dare la loro versione dei fatti. Per queste ragioni abbiamo deciso di presentare richiesta di appello". Paulo Muoka Nzili, Wambuga Wa Nyingi e Jane Muthoni Mara sono dunque riusciti a vedere un primo passo fondamentale verso il riconoscimento di quanto accaduto durante la sanguinosa rivolta. Il quarto keniano parte in causa, Ndiku Mutwiwa Mutua, è scomparso dopo l'inizio della lunga battaglia legale. Nzili denuncia di essere stato evirato, Nyingi duramente picchiato e Mara sottoposta a ripetute violenze sessuali. ATS
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