
La Gran Bretagna è stata oggi investita dalla più grande ondata di scioperi nel settore pubblico da quando nel 1997 Tony Blair portò i laburisti alla vittoria e divenne primo ministro. Circa 400'000 dipendenti pubblici, insegnanti in testa, hanno incrociato le braccia a supporto di richieste di aumento salariale che finora il governo capeggiato dal laburista Gordon Brown ha negato adducendo come motivo la necessità di una strenua lotta all'inflazione. Tra gli scioperanti c'è anche un figlio dell'ex-premier Blair, il ventunenne Nicky, docente in una scuola delle West Midlands. Un terzo delle 24'000 scuole dell'Inghilterra e del Galles hanno chiuso oggi i battenti o hanno dovuto limitare in modo drastico le lezioni in seguito allo sciopero al quale hanno aderito circa 200'000 insegnanti e che è stato proclamato da un potente sindacato di categoria, la "National Union of Teachers". Lo sciopero è considerato un altro duro colpo portato alla già traballante autorità di Brown, in caduta libera nei sondaggi e alle prese di una fronda interna perché ha portato dal 10 al 20% l'aliquota fiscale più bassa con il risultato che i più poveri pagano più tasse. Il primo ministro ha offerto un aumento salariale del 2,45% agli insegnanti che invece insistono perché sia di almeno il 4,1%. Malgrado il Labour abbia rapporti molto stretti con i sindacati, molto meno potenti di quanto erano prima delle riforme realizzate dalla "dama di ferro" Margaret Thatcher, Brown ha condannato lo sciopero odierno degli insegnanti, definendolo "deplorevole". In coincidenza con maestri e professori altre insoddisfatte categorie di dipendenti pubblici - dal personale della Guardia costiera agli ispettori addetti agli esami di guida - si sono astenute oggi dal lavoro rivendicando aumenti salariali che compensino l'inflazione in crescita. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

