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Estero
GB: lascia ministro Mitchell, affondato dal "plebeo-gate"
Redazione
14 anni fa

Andrew Mitchell, il ministro britannico per i Rapporti con il Parlamento, alla fine ha dovuto gettare la spugna. Per un mese ha strenuamente difeso la sua posizione e il sostegno dimostratogli dal premier David Cameron sembrava aver centrato il segno. Ma è stato tutto inutile. Mitchell, accusato da un poliziotto di avergli dato del "plebeo", ha dunque rassegnato le dimissioni. Il battibecco che è costato al ministro la poltrona è avvenuto davanti ai cancelli di Downing Street. Qui Mitchell avrebbe apostrofato l'agente di guardia, colpevole di avergli negato l'acceso alla residenza del primo ministro, con l'insulto irrimediabilmente classista. Il ministro ha sempre negato di aver usato il termine "plebeo" - al contrario di quanto si legge nel rapporto compilato dal poliziotto - ma non di aver avuto l'alterco con l'agente. "Il commento che ha suscitato le proteste e le mie conseguenti scuse alla polizia è stato quello che ho pronunciato prima di lasciare gli agenti: 'Credevo che voi ca..o di poliziotti foste qui per aiutarcì", ha ribadito Mitchell in una nota. "Ho sbagliato a usare quel linguaggio e sono grato all'agente per aver accettato le mie scuse". Nella sua lettera di dimissioni inviata a Cameron l'ormai ex ministro spiega che, "al di là di chi abbia ragione o torto in questa faccenda, non sarò in grado di svolgere i miei compiti al livello che entrambi desideriamo". "Allo stesso tempo - conclude - non è giusto sottoporre la mia famiglia e i miei colleghi a questa dannosa pubblicità". Cameron, che si trova a Bruxelles per il vertice dell'Ue, ha accettato le dimissioni di Mitchell. ATS

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