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Estero
GB: la rivolta dei vescovi, no a tagli welfare
Redazione
13 anni fa

Hanno scelto il giorno che in Gran Bretagna è dedicato alla 'festa della mammà per criticare con forza la decisione del governo di rivedere i parametri del Welfare. Guidati dal nuovo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, 43 vescovi hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera in cui condannano la decisione del governo di modificare i parametri per l'accesso a servizi e benefit, sottolineando che ciò andrà a scapito delle famiglie, in particolare di quelle più bisognose e dei loro bambini che sono il futuro del Paese. Una posizione molto ferma che è anche la prima critica espressa dal leader della chiesa anglicana appena nominato. Welby ha infatti da poche settimane sostituito Rowan Williams che per dieci anni è stato un arcivescovo particolarmente diretto e a volte discusso e controverso per le sue critiche. Tanto più che il legame tra Downing Street e il vertici della chiesa d'Inghilterra è molto stretto, considerato anche che la nomina dell'arcivescovo di Canterbury -la massima carica religiosa mentre formalmente capo della Chiesa è la regina- viene di fatto approvata dal governo. Il governo si difende spiegando le misure adottate (entreranno in vigore a breve) sono necessarie e, pur riconoscendo l'impatto che possono avere sulle famiglie, difende la decisione affermando che l'assistenzialismo, così come è stato gestito fino ad ora, non può essere una soluzione. ATS

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