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GB: guerre colpa di "spirito tribale" dei maschi
Redazione
15 anni fa

Tutti i conflitti, dalle guerre mondiali agli scontri negli stadi, sono attribuibili allo "spirito guerriero" dei maschi, diretta eredità di quando era necessario combattere fisicamente per aumentare le chance di riprodursi. Lo afferma una ricerca dell'università di Oxford, pubblicata dai Philosophical Transactions of the Royal Society B. Lo studio, coordinato da Mark van Vugt, ha esaminato esempi storici e test scientifici alla ricerca di una conferma dell'"ipotesi del maschio guerriero", la teoria secondo cui l'uomo è "geneticamente programmato" per aggredire chiunque sia percepito come un "estraneo". La conclusione è che effettivamente un comportamento "tribale", che unisce all'aggressività anche il forte senso di appartenenza al proprio gruppo, sono alla base della maggior parte degli esempi di guerre e violenze. "Le ricerche hanno abbondantemente dimostrato che l'uomo tende ad avere comportamenti più xenofobi ed etnocentrici - scrivono i ricercatori -. Sono più propensi ad usare stereotipi e a deumanizzare i gruppi percepiti come estranei, ad esempio con paragoni con gli animali che possono 'scaricare la coscienza' in caso di conflitto". Questo atteggiamento, sottolinea van Vugt, è alla base di molti dei problemi dei giorni nostri, e non è comune invece alle donne, che hanno una visione che tende ad evitare lo scontro per proteggere i figli. "Per i nostri antenati il conflitto era un modo per migliorare il proprio status e aumentare la probabilità di accoppiamento - spiega l'esperto -. Ancora oggi la risoluzione dei conflitti è un grosso problema, e questo potrebbe dipendere dalla difficoltà nel cambiare una forma mentale che si è evoluta con noi per milgiaia di anni". ATS

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