
Il governo di Theresa May cede alle pressioni d'una parte dei deputati Tory e sposa l'emendamento destinato a imporre le norme fiscali britanniche ai paradisi offshore di territori come le Cayman, con l'obbligo di rendere noti i titolari di patrimoni depositati. L'iniziativa mira a colpire in particolare "oligarchi o funzionari russi corrotti vicini a Vladimir Putin", sullo sfondo del braccio di ferro fra Londra e Mosca reso più acceso che mai dalla vicenda del tentato avvelenamento con agente nervino a Salisbury dell'ex spia doppiogiochista Serghiei Skripal e di sua figlia. Ma potrebbe mettere in imbarazzo pure businessmen, vip vari e politici chiacchierati britannici o di altri Paesi. Di qui, probabilmente, le esitazioni iniziali sul testo draconiano - di piena equiparazione normativa - presentato dalla deputata laburista Margaret Hodge e dal battitore libero conservatore Andrew Mitchell. Esitazioni ritirate comunque alla fine ai Comuni dal viceministro degli Esteri, Alan Duncan, nel rispetto del "punto di vista della maggioranza della Camera".
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