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Estero
Gb: ennesima gaffe Johnson, parla di whisky in tempio sikh
Redazione
9 anni fa

Boris Johnson, collezionista di gaffe, ne ha inanellata oggi un'altra delle sue: s'è messo a concionare di esportazioni di whisky verso l'India a margine di una visita a un tempio sikh vicino a Bristol. Johnson è stato redarguito da una fedele sotto gli occhi dei media, costringendo il Foreign Office a intervenire per mettere una pezza. L'episodio, rimbalzato in queste ore sui siti del regno, è avvenuto durante un'iniziativa elettorale promossa dal Partito Conservatore in vista del voto dell'8 giugno. Il ministro degli Esteri britannico ed ex sindaco di Londra, star dell'evento, non si è fatto pregare. E - con tanto di turbante in testa - si è lanciato in un elogio del libero commercio sottolineando a titolo d'esempio come in India si bevano "milioni di litri di whisky" prodotto in Scozia, ma potrebbero essere molti di più se fosse abbattuto l'attuale dazio del 150%. Parole "oltraggiose" secondo una donna intervenuta subito a 'bacchettarlo', come ha testimoniato un cronista della Bbc presente all'accaduto. La contestatrice, a quanto risulta, gli ha rimproverato non tanto il fatto che alcune correnti della religione sikh vietano gli alcolici, quanto la mancanza di tatto di fronte ai problemi causati dall'alcolismo: diffusi anche in India e sperimentati nella sua stessa famiglia. Johnson, la cui attuale suocera è peraltro di fede sikh, non si è scomposto, mentre il Foreign Office s'è affrettato a minimizzare, presentando quello del ministro solo come "un esempio" teorico. Non è del resto la prima volta che Boris scivola su 'esempi alcolici': la sua insistenza sul largo consumo di prosecco italiano in Gran Bretagna come presunto fattore destinato a indurre Roma a un atteggiamento 'soft' nel negoziati per la Brexit ha destato di recente irritazione in Italia.

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