
La Corte suprema britannica ha dichiarato ammissibile il ricorso di Julian Assange contro l'estradizione in Svezia. La corte ha inoltre definito "di grande rilevanza per il pubblico interesse" la questione sollevata dal fondatore di WikiLeaks. L'udienza è prevista il primo febbraio 2012. Nel contestare la richiesta di estradizione avanzata dai magistrati svedesi attraverso il mandato di cattura europeo (Assange è accusato di molestie ai danni di due ragazze), i legali dell'ex hacker australiano, tra le varie cose, hanno messo in dubbio che un pubblico ministero, visto la sua estrema "vicinanza" all'azione penale, possa essere considerato come un'autorità giudiziaria indipendente e dunque abile a spiccare una richiesta di estradizione. A decidere che l'equivoco esiste e va affrontato sono stati tre giudici della Corte Suprema: Lord Hope, Lord Mance e Lord Dyson. Il processo avrà la durata di due giorni e comincerà il primo di febbraio del 2012. Ad esaminare l'appello di Assange saranno sette giudici. Se gli daranno ragione, il fondatore di WikiLeaks non potrà essere estradato e i pubblici ministeri non verranno più considerati capaci di emettere una mandato di arresto europeo; se invece gli daranno torto la legislazione non verrà toccata e Assange avrà 10 giorni di tempo per essere trasferito in Svezia. ATS
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