
Una promessa elettorale figlia di un braccio di ferro che dura da tempo tra Londra e Strasburgo: i conservatori guidati dal premier brittannico David Cameron minacciano di 'tirarsi fuori' dalla carta europea dei diritti dell'uomo. E presentano un piano che il ministro della Giustizia definisce "fattibile e legale" per assicurare che sia "il parlamento britannico ad avere l'ultima parola" sulle leggi votate a Westminster in materia. Cameron aveva ribadito il tema, cavallo di battaglia Tory, nel suo discorso di chiusura al congresso del partito mercoledì a Birmingham, oggi però la promessa elettorale si fa concreta con il ministro della Giustizia Chris Grasyling che ha presentato il piano in dettaglio: se i conservatori rimarranno al potere, una nuova 'carta dei diritti' verrà elaborata con la garanzia che i tribunali e il parlamento britannico "abbiano l'ultima parola". Grayling ha sottolineato che così si potrà "ripristinare il senso dei diritti umani" in Gran Bretagna, con riferimento in particolare alle decisioni sul soggiorno a presunti terroristi e criminali o al voto ai detenuti, che sono al centro dello scontro a distanza tra Londra e Strasburgo.
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