
Si apre il congresso dei Conservatori britannici, e David Cameron rilascia interviste a tutto campo per difendere la strategia della coalizione di governo, in particolare dopo le polemiche interne sui tagli al bilancio. Il premier ha parlato alla Bbc e al Sunday Telegraph con un messaggio che vuole rassicurare alleati liberaldemocratici e connazionali: nonostante una riduzione della spesa pubblica fino al 40% in alcuni settori, la Gran Bretagna ha dinanzi a sé un "grande futuro" e i tagli non saranno così dolorosi come si teme. Gettando acqua sul fuoco sulla polemica esplosa in settimana con il ministro della Difesa Liam Fox, Cameron ha assicurato che i soldati in Afghanistan potranno contare nonostante tutto su più risorse, a cominciare da un maggior numero di elicotteri Chinook. Sebbene dalla sanità all'istruzione gli allarmi sui tagli si stiano moltiplicando, il premier ha sottolineato che nel settore militare la Gran Bretagna "continuerà a contare su uno dei budget per la difesa più ingenti al mondo". Cameron ha anche promesso di porre rimedio alla secondo lui disastrosa gestione dei laburisti, che per la difesa avrebbero speso fino a 38 miliardi di sterline di troppo, rimandando però le decisioni essenziali. Sia con il Telegraph che con la Bbc, il premier ha evidenziato con entusiasmo l'accordo "rivoluzionario" stretto tra il responsabile del Tesoro George Osborne e il ministro per il Lavoro e le pensioni Ian Duncan Smith, che vedrà l'eliminazione di molteplici sussidi per i disoccupati e chi non è in grado di lavorare, in favore di un "credito universale", un assegno unico che dovrebbe far risparmiare alle casse dello Stato fino a 10 miliardi di sterline, proteggendo i più vulnerabili ma allo stesso tempo rendendo "più vantaggioso per la gente decidere di lavorare". Il terreno del welfare e dei servizi pubblici resta però uno dei più difficili per i Tory, la cui inaugurazione del congresso oggi è coincisa con una manifestazione di protesta dei sindacati, che a Birmingham hanno sfilato contro i tagli. Per quanto riguarda l'economia, Cameron ha comunque affermato che la Gran Bretagna è ora fuori dalla "zona pericolosa", e nuovamente aperta a affari e imprese grazie anche alle sue basse tasse sugli assetti societari. Deludendo le speranze dei più ricchi tuttavia, il premier ha confermato che la tassa del 50% sul fatturato delle fasce più abbienti resterà in vigore almeno "per il momento". ATS
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