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Gb: antisemitismo, comunità insoddisfatte da risposte Corbyn
Redazione
8 anni fa

Il Labour s'impegna a definire entro luglio i maggiori casi di procedure disciplinari rimaste finora in sospeso per episodi di antisemitismo attribuiti a suoi dirigenti o iscritti. Lo ha promesso il leader del partito, Jeremy Corbyn, in un faccia a faccia avuto con Jonathan Arkush e Jonathan Goldstein, presidenti due delle maggiori organizzazioni ebraiche britanniche (il Jewish Leadership Council e il Board of Deputies of British Jews) che tuttavia si dicono insoddisfatte. Dopo due ore di colloquio, definito "franco e costruttivo" dai vertici laburisti, i leader delle due associazioni - protagoniste nelle settimane scorse di un'inedita protesta di fronte al parlamento di Westminster contro l'inazione imputata allo stesso capo dell'opposizione di fronte a fenomeni di antisemitismo denunciati pure da deputati ebrei del Labour - hanno diffuso iersera una nota alquanto dura. L'incontro è definito "una deludente occasione mancata" e a Corbyn viene rimproverato di non aver dato garanzie sul "minimo livello di azione" richiesto: inclusa una decisione rapida sull'espulsione del controverso 'ex sindaco di Londra Ken Livingtsone e della ex capo attivista Jackie Walker (entrambi al momento sospesi). "Noi apprezziamo il fatto che le parole di Corbyn siano cambiate, ma non vediamo azioni sufficienti dietro le parole ed è sulle azioni che la comunità ebraica giudicherà lui e il Partito laburista", scrivono Arkush e Goldstein. Riserve condivise pure da esponenti dell'opposizione interna al Labour e a cui Corbyn, storico alfiere della sinistra radicale vicina alla causa palestinese, risponde ribadendo in una articolo di giornale le scuse senza riserve per le sacche di antisemitismo annidate "anche" nel suo movimento: non senza assicurare di essere "assolutamente impegnato a sradicarle".

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