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Estero
Gaza: uccisione Arrigoni, secondo salafiti cellula impazzita
Redazione
15 anni fa

Fonti di uno dei gruppi ultraintegralisti salafiti della Striscia di Gaza hanno ammesso oggi, parlando con l'ANSA, la responsabilità di una loro cellula "fuori controllo" nel rapimento e nella feroce uccisione dell'attivista italiano Vittorio Arrigoni, consumatisi giovedì nell'enclave palestinese. Le fonti, che parlavano a nome di 'al-Tawhid wal-Jihad' - una della fazioni salafite più note di Gaza, ispirate agli slogan di Al Qaida - hanno negato che l'azione sia stata ordinata dai vertici del gruppo. "È stata una iniziativa incomprensibile, compiuta da una cellula impazzita, fuori controllo, e che contrasta con l'insegnamento dell'Islam e i nostri interessi", hanno detto le fonti, confermando che le milizie di Hamas hanno arrestato finora "almeno tre militanti" salafiti nell'ambito delle indagini sull'assassinio di Arrigoni. E che stanno continuando a eseguire controlli e retate a tappeto. Parlando del caso Arrigoni, alcuni esponenti di Hamas (che ha il governo di fatto sulla Striscia) non hanno mancato di richiamarsi nelle ultime ore alla retorica anti-israeliana, accusando gli assassini di "fare il gioco del nemico sionista". In termini concreti, però, la pista dei gruppi salafiti -che contestano lo stesso Hamas da posizioni ancor più radicali- è stata indicata chiaramente a più riprese dietro il delitto, anche se la linea ufficiale ridimensiona il loro peso a quello di "degenerati" ed "elementi isolati". ATS

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