
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu si è riunito d'urgenza alle 21.00 ora di New York (le 3.00 in Svizzera) per confrontarsi sulle tensioni in Medio Oriente, con gli scontri fra israeliani e palestinesi. La seduta, chiesta dall'Egitto, si è svolta a porte chiuse ed è durata quasi due ore. Nessuna dichiarazione formale è stata rilasciata alla fine ma il messaggio emerso - spiega l'ambasciatore indiano Hardeep Singh Puri, presidente di turno dei Quindici - è chiaro: "la violenza deve cessare". All'incontro sono intervenute le due parti in causa, da un lato l'Autorità nazionale palestinese e dall'altro Israele. "Il popolo palestinese è soggetto quotidianamente e inesorabilmente a una brutale aggressione da parte di Israele", ha denunciato l'osservatore permanente dell'Anp all'Onu Ryad Mansour. "Siamo venuti davanti al Consiglio di sicurezza per dire basta: basta ai bagni di sangue, alle ingiustizie e alle politiche illegali contro i palestinesi", ha incalzato Mansour. Secca la replica di Israele: "Hamas si nasconde dietro ai suoi civili per colpire i nostri civili", ha affermato l'ambasciatore israeliano all'Onu, Ron Prosor. Per gli Stati Uniti, l'ambasciatrice Susan Rice ha ribadito la ferma condanna americana agli attacchi dei palestinesi, ribadendo l'appoggio statunitense a Israele. Preoccupati per l'escalation di violenze il capo degli affari politici delle Nazioni Unite, Jeffrey Feltman, e la missione britannica che teme per la spirale di violenza che si è creata. Poco prima della riunione il presidente americano Barack Obama ha avuto un colloquio telefonico di un'ora con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. I due si sono detti "d'accordo sulla necessità che Hamas fermi i suoi attacchi", ha comunicato la Casa Bianca, sottolineando che Obama ha chiesto "ogni sforzo per evitare vittime civili". Il presidente americano ha anche ribadito l'appoggio degli Stati Uniti al diritto di auto-difesa di Israele. Obama ha pure avuto un colloquio telefonico con il presidente egiziano Mohamed Morsi. I due leader - ha affermato la Casa Bianca - si sono detti d'accordo a lavorare" per calmare la situazione "il prima possibile e si sono accordati per restare in contatto nei prossimi giorni". Anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha parlato telefonicamente con Netanyahu, esprimendo preoccupazione per il deterioramento della situazione. Ban ha parlato pure con Morsi, esprimendo forte sostegno alla leadership egiziana nel tentativo di riportare la calma nella regione. ATS
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