
Ancora aspri combattimenti a Gaza e nutriti lanci di razzi palestinesi su Israele: questa la situazione sul terreno a poche ore dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per una sospensione delle ostilità fra Israele e Hamas e dopo la denuncia dell'Onu di una nuova strage di civili avvenuta il 4 gennaio a Zeitun. Hamas e la Jihad islamica hanno nella sostanza respinto la risoluzione dell'Onu trovandola "ingiusta" in quanto "mette sullo stesso livello le vittime e gli aggressori". Molto positivo invece il parere del presidente dell'Anp Abu Mazen (Mahmud Abbas), che da Madrid ha fatto sapere che "adesso il problema sta nel tradurre le parole dell'Onu in fatti". Da parte sua il premier israeliano Ehud Olmert ha detto che Israele continuerà le sue operazioni a Gaza nonostante la risoluzione. Dalla prima mattina sono in corso consultazioni serrate dei vertici politici e militari a Gerusalemme. Olmert ha prima convocato il ministro degli esteri Tzipi Livni e il ministro della difesa Ehud Barak. Quindi ha allargato la consultazione al Consiglio di difesa del governo. Nel governo, scrivono i media israeliani, la sensazione è che finora non sia stato raggiunto l'obiettivo principale: quello di garantire ad un milione di abitanti israeliani del Neghev che in futuro Hamas non tornerà più a bersagliarli con i suoi razzi. Oggi il braccio armato di Hamas ha sparato oltre 30 razzi contro le città di Ashqelon, Sderot, Netivot, Yavne e Beer Sheva. Non si segnalano vittime. Hamas afferma di aver raggiunto anche una base della aviazione israeliana, ma per ora non c'è conferma. A Gaza Israele prosegue i bombardamenti e secondo fonti locali da ieri sera si sono avuti circa 20 morti. Complessivamente dall'inizio della operazione "Piombo Fuso" sono rimasti uccisi - secondo fonti mediche locali - 774 palestinesi e 3'200 sono stati feriti. Ma si tratta di stime che cambiamo di continuo: solo oggi, ad esempio, si è appreso di un massacro di 30 civili avvenuto giorni fa a sud di Gaza, nella zona della ex colonia di Netzarim. Secondo l'Onu, l'esercito israeliano aveva riunito un centinaio di civili in una casa a Zeitun che 24 ore più tardi è stata bombardata. Una superstite ha detto all'Ansa che sul posto potrebbero esserci ancora altri cadaveri. Nella tarda mattinata è entrata in vigore - per il terzo giorno consecutivo - una 'tregua umanitaria' di tre ore. Israele ha consentito l'ingresso a Gaza di decine di camion carichi di aiuti umanitari per la popolazione. Ma una fonte militare israeliana ha anche accusato Hamas di impadronirsi di quegli aiuti non appena entrano nella Striscia. La situazione a Gaza, e il grave bilancio di perdite umane, provoca grande malessere fra i palestinesi della Cisgiordania e fra gli arabi israeliani. La polizia ha adottato severe misure di sicurezza per impedire proteste violente. Le preghiere del venerdì alle moschee di Gerusalemme si sono concluse senza incidenti. Nel pomeriggio migliaia di arabi israeliani dimostreranno nella città di Baka al-Gharbye, 50 chilometri a nord di Tel Aviv. ATS
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