
Le autorità israeliane hanno riaperto stamattina uno dei valichi di confine con la Striscia di Gaza per consentire il passaggio di 200 camion con aiuti umanitari destinati alla popolazione, ma hanno al contempo confermato l'intenzione di "ulteriori azioni di risposta" militare dopo l'imboscata di ieri contro una pattuglia militare costata la vita a un soldato e il ferimento di altri tre. La riapertura del valico è stata confermata dalla Radio militare, nelle stesse ore in cui Mark Regev, portavoce del premier, Ehud Olmert, ribadiva la determinazione di Israele di "agire per proteggersi" contro il ripetersi di atti ostili dei miliziani palestinesi. Da parte israeliana si sottolinea d'altronde che ogni attacco va ascritto ad Hamas - il movimento islamico radicale al potere a Gaza da oltre un anno e mezzo - perché "é Hamas che controlla" la Striscia. Lo stesso premier Olmert ha intanto definito "preliminari" le rappresaglie compiute ieri dalle forze armate israeliane in seguito all'imboscata (con un bilancio di due palestinesi uccisi e alcuni altri feriti) - rappresaglie a cui nella notte si è aggiunto un raid aereo contro i tunnel del contrabbando al confine fra Egitto e Gaza - preannunciando "ulteriori risposte". E questo mentre il nuovo inviato americano per il Medio Oriente, George Mitchell, in arrivo oggi in Israele dal Cairo, insiste nel sollecitare "un prolungamento" e "un consolidamento" del fragile cessate il fuoco proclamato dalle parti il 18 e 19 gennaio scorsi dopo le tre settimane di guerra dell'operazione 'Piombo Fuso' nella Striscia di Gaza. ATS
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