
Un gruppo di medici di diversi paesi ha accusato oggi Israele "di violazioni dei diritti umani nel campo della sanità e di gravi violazioni delle leggi umanitarie internazionale" commesse durante l'operazione Piombo Fuso, l'offensiva lanciata dall'esercito israeliano contro Hamas nella striscia di Gaza tra le fine di dicembre 2008 e lo scorso gennaio. Nel presentare a Gerusalemme quello che hanno definito come "un rapporto di un gruppo di indipendente di medici in missione di accertamento dei fatti" a Gaza, l'Ong israeliana Medici per i Diritti Umani (Phr) e la Società Palestinese di Soccorso Medico (Pmrs) hanno chiesto la costituzione di una commissione di inchiesta internazionale e l'eventuale incriminazione dei responsabili politici e militari israeliani davanti alla Corte penale Internazionale. Nel rapporto, che raccoglie anche 44 testimonianze di palestinesi, civili e personale sanitario, gli autori affermano tra l'altro che "il fine nascosto dell'attacco alla striscia di Gaza o almeno le sue conseguenze finali sembra sia stato di terrorizzare chiunque senza pietà". Nel rapporto si accusa poi Israele di aver ritardato o impedito lo sgombero di feriti, di aver colpiti civili anche in ore di tregua. Inoltre avrebbe fatto uso di armi "insolite" in aree civili. Il portavoce militare israeliano ha detto di non poter subito rispondere alle accuse specifiche avendo ricevuto il rapporto solo oggi. Le forze armate israeliane, ha comunque dichiarato, "operano nel rispetto del diritto internazionale e israeliano e delle norme sulla protezione del personale medico e delle strutture sanitarie". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

