
Quattro manifestanti palestinesi uccisi, tra cui un giovane di 15 anni, e oltre 600 feriti (uno in condizioni gravissime), sono il bilancio dei violenti scontri con l'esercito israeliano avvenuti durante l'undicesima 'Marcia del Ritorno'. Dimostrazione che, appoggiata da Hamas, ha portato circa 10mila dimostranti di fronte ai reticolati di frontiera. Cinque i punti di frizione lungo tutto il confine in quella che secondo le intenzioni del Comitato organizzatore doveva essere la manifestazione maggiore, nell'ultimo venerdì di Ramadan, tra quelle svoltesi a partire dal 30 marzo scorso. Una situazione di allarme destinata a protrarsi, con l'esercito israeliano che in serata ha attivato attorno alla Striscia il sistema di difesa antimissile, Iron Dome, nel timore di razzi da Gaza. Gli scontri maggiori - come di consuetudine - sono cominciati al termine delle preghiere del venerdì nelle moschee, mentre già in precedenza davanti ai reticolati gruppi di giovani avevano dato fuoco ai copertoni per impedire con il fumo la visuale ai tiratori scelti israeliani schierati dall'altra parte del confine. Il ministero della sanità di Gaza ha detto che negli scontri di oggi, 117 dei feriti sono stati raggiunti da "proiettili veri", gli altri intossicati dai lacrimogeni.
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