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Estero
Gaza: Piombo Fuso, soldati Israele denunciano eccessi
Redazione
17 anni fa

Le testimonianze di 54 soldati che hanno preso parte all'operazione Piombo Fuso, l'offensiva militare lanciata da Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza all'inizio dell'anno, denunciano gravi eccessi commessi dalle truppe e evidenziano un ampio divario tra la loro versione degli eventi e quella ufficiale delle forze armate. Dalle testimonianze, raccolte dall'organizzazione non governativa israeliana Breaking the Silence (Rompere il silenzio) (breakingthesilence.org.il) risulta chiaramente che era meglio colpire un innocente che attardarsi a individuare il nemico, perché la regola era "prima sparare e poi preoccuparsi". Un piano basato sull'imperativo di ridurre al minimo le perdite israeliane, avanzando sempre ad armi spianate. Secondo le testimonianze, l'ordine era: "se non sei sicuro, spara". Il fuoco, racconta un soldato, "era dissennato, appena raggiunta la nostra nuova postazione cominciavamo a sparare contro tutti gli obiettivi sospetti". Perché, come dicevano i capi, "in guerra sono tutti tuoi nemici, non ci sono innocenti". Il rapporto dell'Ong, finanziato da gruppi di attivisti per i diritti umani israeliani e dai governi di Spagna, Gran Bretagna, Olanda e dall'Unione europea, parla di "civili usati come scudi umani, costretti a entrare in siti sospetti davanti ai soldati che usavano la loro spalla per tenere il fucile puntato". In una minuziosa risposta alla denuncia, il portavoce militare israeliano, dopo aver ricordato che l'operazione Piombo Fuso fu lanciata in risposta a otto anni di tiri di razzi sulla popolazione civile nel sud di Israele, ha accusato l'Ong di aver redatto un rapporto basato su "testimonianze anonime e generiche". Il portavoce militare sottolinea l'assenza "di ogni elemento atto a identificare gli autori delle testimonianze, il loro grado e la loro posizione al momento degli incidenti denunciati, l'unità di appartenenza, il modo in cui le testimonianze sono state raccolte e come la credibilità delle testimonianze sia stata verificata". ATS

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