
L'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza ha colpito in primo luogo le infrastrutture del futuro Stato palestinese e le basi industriali più che le basi dei terroristi, ha affermato oggi il direttore dell'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) a Gaza, John Ging. Per Ging, sarà ora necessario stabilire le responsabilità di quanto è successo tramite meccanismi credibili per "canalizzare verso la fiducia nello stato di diritto" le emozioni di disperazione e rabbia. "Le due parti hanno bisogno di giustizia per quel che hanno perso", ha detto il responsabile dell'Onu in un collegamento telefonico con la stampa internazionale di Ginevra. Per Ging sarà fondamentale ristabilire le condizioni di una vita dignitosa. A una domanda sul bilancio delle vittime dell'offensiva israeliana nella nella Striscia di Gaza, Ging ha detto che i dati di circa 1.300 morti, tra i quali più di 400 bambini, forniti dal Ministero della salute palestinese sembrano sostanzialmente accurati. "Mi sono spesso riferito ai medici internazionali negli ospedali della Striscia di Gaza e ripetutamente ho fatto loro domande se i dati che venivano riferiti corrispondevano alla loro esperienza. Ci sono dei nomi legati a questi numeri. Per quanto riguarda i morti, sono sempre più convinto che il dato di oltre 1.300 decessi sia accurato", ha detto Ging. "Anche la percentuale di bambini appare giusta. Corrisponde a quanto ho potuto vedere nelle mie visite". Globalmente, ha detto il responsabile dell'Unrwa, in base "alla nostra esperienza sul terreno, i dati sono più o meno accurati", ha aggiunto. ATS
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