
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunito in serata sotto la presidenza di turno del ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, ha fatto passi avanti verso l'approvazione di un piano internazionale per un cessate il fuoco tra Israele ed Hamas. Il piano proposto dal presidente egiziano Hosni Mubarak e dal suo collega francese Nicolas Sarkozy a poco prima dell'inizio della riunione, è stato favorevolmente accolto dai paesi europei, dai paesi arabi e dalla Palestina, e anche gli Stati Uniti lo hanno giudicato una buona base di partenza per sbloccare la situazione. La riunione al Palazzo di Vetro ha visto la presenza del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Abu Mazen (Mahmud Abbas) e la partecipazione di numerosi ministri degli esteri, tra cui il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice e il segretario britannico al Foreign Office David Miliband. Nel suo intervento, la Rice ha ribadito che un ritorno alla situazione anteriore non è possibile, perché il cessate il fuoco deve essere duraturo, e si è detta molto preoccupata dalla situazione umanitaria a Gaza. "Dobbiamo concludere con urgenza un cessate il fuoco che possa durare e portare vera sicurezza -ha detto il segretario di Stato-. A questo proposito accogliamo con favore e lodiamo la dichiarazione del presidente dell'Egitto", e si dovrà "garantire un seguito a questa iniziativa". La Rice ha menzionato la decisione appena presa dal premier israeliano Ehud Olmert di aprire un corridoio umanitario a Gaza, annunciata poco dopo l'iniziativa congiunta Mubarak-Sarkozy e quasi in contemporanea con l'inizio dei lavori al Palazzo di Vetro dell'Onu a New York. Aprendo la sessione, il segretario generale Ban Ki-moon ha avuto parole molto dure contro Israele, giudicando inaccettabile qualsiasi attacco contro le strutture dell'Onu a Gaza. Ban ha annunciato che è sua intenzione recarsi la prossima settimana in Israele e nei territori, anche in paesi arabi, verosimilmente in Egitto e in Siria. La Libia, l'unico paese arabo del Consiglio di Sicurezza, ha presentato come previsto un nuovo progetto di risoluzione, ma in realtà sarà il piano Mubarak-Sarkozy a servire come base per una futura soluzione alla crisi. Il presidente egiziano propone a Israele e palestinesi di accettare un cessate il fuoco immediato e che sia messa fine al blocco della Striscia di Gaza. Annunciando l'iniziativa in una conferenza stampa con Sarkozy a Sharm el Sheikh, Mubarak ha chiesto un'immediata cessazione delle ostilità, ha invitato israeliani e palestinesi a sedersi intorno ad un tavolo per raggiungere accordi a lungo termine, e ha parlato anche della creazione di corridoi di sicurezza per gli aiuti umanitari. Nella conferenza stampa, Sarkozy -spiegando di non avere fretta per l'approvazione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza- ha definito il piano "una piccola speranza di cui dobbiamo ringraziare l'Egitto e il presidente Mubarak". Intanto a Washington, per la prima volta Barack Obama, il presidente eletto degli Stati Uniti, è intervenuto ieri sulla crisi di Gaza, dichiarandosi "preoccupatissimo" per le vittime civili palestinesi ed israeliane. Obama, fedele al suo motto "c'e un solo presidente alla volta", non ha voluto dire una parola in più sul Medio Oriente ai giornalisti da lui incontrati a Washington per parlare soprattutto di economia. Tornerà a parlare di politica estera solo una volta insediato alla Casa Bianca, il 20 gennaio, e lo farà ripetutamente. "Dopo il 20 gennaio -ha detto il presidente eletto- avrò molto da dire su questo argomento". ATS
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