
Le Nazioni Unite hanno nominato l'ex procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia e per il Ruanda, il sudafricano Richard Goldstone, alla guida di una difficile missione di inchiesta su "tutte le violazioni" dei diritti umani connesse alla recente offensiva israeliana denominata "Piombo Fuso" nella Striscia di Gaza. La missione - decisa nel gennaio scorso da una risoluzione del Consiglio dell'Onu per i diritti umani - dovrà valutare "tutte le violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale commesse nel contesto del conflitto tra il 27 dicembre 2008 ed il 18 gennaio 2009", ha affermato oggi a Ginevra il presidente del Consiglio dei diritti umani, l'ambasciatore nigeriano Martin Iheghian Uhmoibhi. Non si limiterà insomma alle violazioni "perpetrate" da Israele come si legge nella risoluzione votata dal Consiglio. Per il giudice Goldstone, è nell'interesse di tutti i palestinesi e di tutti gli israeliani che si indaghi in modo imparziale sulle accuse di crimini di guerra e di serie violazioni dei diritti umani compiute da ogni parte. "Spero che le conclusioni della missione potranno contribuire alla pace nel Medio Oriente e a dare giustizia alle vittime", ha aggiunto Goldstone. La missione di "fact-finding" era stata decisa il 12 gennaio scorso a Ginevra da una risoluzione del Consiglio dell'Onu per i diritti umani, al termine di una sessione speciale sull'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Composta da quattro membri, della missione fanno inoltre parte la professoressa Christine Chinkin (Gran Bretagna), l'avvocato Hina Jilani (Pakistan) ed il colonello in pensione Desmond Travers (Irlanda). I membri della missione avranno colloqui nelle prossime settimane prima di partire per la regione, ma nessuna data è stata fissata. Non è ancora chiaro se Israele coopererà con la missione. Goldstone spera di presentare un rapporto entro tre mesi. ATS
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