
Il premier israeliano uscente, Ehud Olmert, ha annunciato oggi lo sblocco del trasferimento di 175 milioni di shekel (50 milioni di franchi) stanziati dall'Autorità nazionale palestinese (Anp) del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) per il pagamento di funzionari fedeli all'Anp nella Striscia di Gaza. Il denaro era fermo da mesi malgrado le proteste di Abu Mazen e le sollecitazioni di numerosi attori della comunità internazionale, incluso l'emissario speciale del Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu), Tony Blair e la Banca Mondiale. Il governo dell'Anp aveva denunciato il blocco come un sopruso, oltre che come un danno d'immagine per Fatah (il partito di Abu Mazen) e per la stessa Anp, impossibilita a pagare i dipendenti pubblici rimasti leali al presidente nella Striscia (circa 70.000 persone) anche dopo il colpo di mano che nel 2007 ha portato al potere a Gaza gli islamico-radicali di Hamas. Proprio il timore che quel denaro finisse invece nelle mani di Hamas - che resta la forza dominante nella Striscia e contro cui le forze israeliane hanno scatenato l'offensiva Piombo Fuso delle settimane scorse - aveva invece indotto Israele a opporsi. Un'opposizione che - stando ai media israeliani online - il ministro degli Esteri, Tzipi Livni, e quello della Difesa, Ehud Barak, candidati-rivali alle imminenti elezioni politiche del 10 febbraio, hanno mantenuto fino all'ultimo, ma che Olmert si è comunque risolto alla fine a rimuovere d'autorità. ATS
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