
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, non ha l'intenzione di avviare contatti con Hamas, trattandosi di una organizzazione terroristica. Ma, come promesso durante la campagna elettorale, il futuro inquilino della Casa Bianca è pronto a "iniziare anche una via diplomatica" con l'Iran, il paese che appoggia apertamente, e più che probabilmente finanzia, sia i palestinesi radicali di Hamas, sia gli integralisti di Hezbollah nel sud del Libano. Dell'ipotesi di contatti, segreti e a basso livello, tra americani e Hamas (ma solo se verrà rispettato il cessate il fuoco), parla con ampio rilievo il britannico 'The Guardian', citando fonti vicine all'ufficio di transizione presidenziale. La secchissima smentita, su richiesta della FoxNews, arriva da parte di una delle portavoci di Obama, Brooke Anderson. E' un testo che non lascia adito a dubbi. "Il presidente eletto ha ripetutamente dichiarato di essere convinto che Hamas è una organizzazione terroristica che punta alla distruzione di Israele - scrive la Anderson - e che non dobbiamo trattare con loro fino a quando non riconosceranno Israele, fino a quando non rinunceranno alla violenza e fino a quando non rispetteranno gli accordi esistenti" stipulati tra palestinesi ed israeliani. Diverso è il discorso sull'Iran. "Ho detto nel corso della campagna elettorale che l'Iran è una minaccia autentica per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti", ha indicato Obama aggiungendo: "Ma ho detto anche che dovremmo cercare di iniziare con una diplomazia intesa come meccanismo volto a raggiungere i nostri obiettivi di sicurezza nazionale. La mia squadra della sicurezza, credo, riflette questo approccio pragmatico alla politica estera". ATS
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