
Il governo israeliano è pronto ad attenuare la linea della fermezza nei confronti di Hamas sulla questione del caporale Gilad Shalit - prigioniero nella Striscia di Gaza del movimento islamico radicale palestinese da due anni e mezzo - fino a "pagare un prezzo terribile" per la sua liberazione. Lo scrive oggi il sito del giornale "Haaretz", citando informazioni raccolte da diversi ministri in base alle quali ci si starebbe orientando a includere in un possibile "baratto" (Shalit in cambio di diverse centinaia di detenuti palestinesi custoditi nelle carceri israeliane) alcuni personaggi accusati di reati gravi, rispetto ai quali il premier Ehud Olmert aveva opposto in passato un secco "no". A favore di un ammorbidimento delle posizioni negoziali si sarebbero espressi fra gli altri - in una riunione del Consiglio dei ministri - il capo dei servizi segreti interni dello Shin Bet, Yuval Diskin, e la ministra degli esteri (e candidata premier del partito centrista Kadima alle prossime elezioni del 10 febbraio) Tzipi Livni. Ma anche Olmert, stando alle fonti governative citate da "Haaretz", si sarebbe "reso conto che a questo punto non ci sono alternative se non pagare il prezzo" richiesto. "C'è ormai una solida maggioranza in seno al gabinetto in favore del rilascio di numerosi assassini in cambio del rilascio di Shalit", ha sottolineato un ministro sentito dal giornale in forma anonima. Proprio oggi il negoziatore israeliano Amos Gilad tornerà a sollevare l'argomento Shalit in colloqui al Cairo con i mediatori egiziani impegnati a stabilizzare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza dopo la guerra delle ultime settimane, i quali sono in contatto parallelo con una delegazione di Hamas. Stiamo facendo "sforzi enormi per la liberazione di Gilad Shalit", si è limitato a dire dal canto suo il premier Olmert in una intervista pubblicata stamattina da "Maariv", dichiarandosi convinto che la guerra abbia "fornito le leve necessarie per accelerarne il ritorno a casa". ATS
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