
Dal cielo, da terra e dal mare le forze armate israeliane hanno continuato oggi a martellare posizioni di Hamas nella striscia di Gaza, consolidando il loro accerchiamento di Gaza City. Hamas, tuttavia, non solo non dà ancora segni di essere sul punto di cedere ma ha anzi promesso che la lotta continuerà ad oltranza "fino alla liberazione di tutta la Palestina", intendendo anche il territorio dello stato israeliano. Riguardo l'andamento delle operazioni militari sul terreno Israele si mantiene volutamente vago mentre le testimonianze di palestinesi di Gaza tracciano un quadro di morte, di vittime civili, di distruzione, di panico, di popolazione alla fame, di ospedali senza quasi più medicine. Fonti della sanità palestinese affermano che in dieci giorni di offensiva israeliana almeno 562 palestinesi sono stati uccisi - tra questi almeno un quarto civili, inclusi donne e bambini - e oltre 2.500 feriti. Il numero degli uccisi oggi è stimato da queste fonti in 50 persone, tra le quali almeno 12 bambini. Israele, dal canto suo, ha detto che finora un soldato è stato ucciso e 53 sono stati feriti. Intanto si sono intensificati i tiri di razzi da Gaza, che anche oggi hanno raggiunto località che distano da Gaza una quarantina di chilometri, come la città di Ashdod - dove un nido di infanzia che fortunatamente era vuoto è stato distrutto - e Beersheva. Ma i razzi hanno raggiunto anche numerose altre localita, inclusa la città di Sderot, dove un appartamento è stato distrutto. Due persone sono state lievemente ferite. Il ministro della difesa Ehud Barak ha detto che le operazioni stanno procedendo secondo i piani ma che non tutti gli obiettivi sono ancora stati raggiunti e che perciò l' offensiva continuerà. Fonti militari hanno avvertito che potrebbe durare "ancora settimane". Secondo Barak la città di Gaza è stata parzialmente accerchiata dall' esercito, secondo altre fonti lo è invece totalmente. Le truppe comunque, a quanto risulta, hanno praticamente tagliato in due la Striscia, impedendo gli spostamenti tra le due parti. Non sembra però che le truppe abbiano cominciato a entrare nelle aree densamente abitate, limitandosi per ora ad attestarsi ai margini. Secondo il corrispondente militare del primo canale della Tv israeliana nel corso dei combattimento sono stati fatti prigionieri decine di miliziani di Hamas e di altre milizie che sono stati portati in Israele per essere interrogati. Dopo giorni di silenzio la dirigenza di Hamas a Gaza ha cominciato oggi a dar segni di vita. Uno dei suoi maggiori esponenti Mahmud Al-Zahar, in un discorso trasmesso dalla TV di Hamas, che ancora riesce a operare da uno studio mobile, ha assicurato che "la vittoria arriverà, con l' aiuto di Allah" e ha affermato che "le sofferenze di questi giorni ci aiuteranno domani a realizzare i nostri obiettivi nazionali", inclusa "la liberazione di tutta la Palestina". Hamas ha detto che migliaia di miliziani sono pronti a combattere contro le truppe israeliane nelle strade di Gaza. Il ministro degli esteri israeliano, signora Tzipi Livni, che oggi ha ricevuto la Trojka europea - giunta per sollecitare un cessate il fuoco - ha affermato che Israele ha ora deciso di cambiare "i termini dell' equazione", per la quale ai tiri di razzi sulla sua popolazione Israele deve restare tutto sommato passivo. Non più, dichiara adesso Israele che, secondo Barak, "sta ora facendo ciò che farebbe ogni stato che tiene alla vita". Fonti militari temono che il protrarsi delle operazioni militari a Gaza potrebbe finire col trascinare gli Hezbollah in Libano a riaprire le ostilità contro Israele. Per questo, ha detto Barak, Israele segue con attenzione ciò che accade alla frontiera nord, dove per precauzione è stato rinforzato lo spiegamento delle forze armate. ATS
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