
Un dirigente di Hamas ha oggi accusato "spie al servizio di Abu Mazen", il presidente dell'Anp, di essere state direttamente coinvolte nella uccisione di Said Siam, il ministro degli interni dell'esecutivo di Hamas a Gaza, e di altre personalità. Secondo Salah al-Bardwail, uno degli emissari di Hamas inviati da Gaza al Cairo, Abu Mazen ha dunque partecipato dietro le quinte alla operazione 'Piombo fuso', al fianco di Israele. "Avevamo arrestato un certo numero di spie (di Abu Mazen, ndr) prima dell'attacco israeliano" ha detto al-Bardwil. "Abbiamo trovato da loro piani che indicavano le abitazioni dei dirigenti di Hamas e magazzini di armi. Le spie hanno ammesso le loro colpe e ci hanno detto i nomi dei loro mandanti i quali a loro volta inoltrano le informazioni all'intelligence di Israele". Secondo al-Bardawil proprio questi informatori sarebbero stati responsabili della uccisione di Siam. Sulla stampa israeliana viene affermato oggi che una guardia del corpo di Siam è stata passata per le armi da Hamas dopo che da una inchiesta è emerso che inspiegabilmente si era allontanato dal dirigente pochi minuti prima che fosse ucciso in un bombardamento israeliano. Bardawil ha aggiunto che proprio la morte di Siam e di un altro dirigente di Hamas, Nizar Rayan, dimostrano che essi erano rimasti durante i combattimenti a contatto con il loro popolo "e non si erano nascosti in bunker". ATS
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