
L'accordo per "la calma" ("una tregua prolungata", ndr) tra Hamas e Israele è ormai imminente ed il capo dei servizi segreti egiziani, Omar Suleiman continua i negoziati con la delegazione di Hamas per eliminare alcuni ultimi ostacoli per un accordo finale, mentre ne è stato raggiunto uno sui principi. Lo ha reso noto una fonte egiziana bene informata sui colloqui che Suleiman ed i delegati di Hamas di Gaza e di Damasco continuano ad avere da ieri al Cairo. In una dichiarazione alla tv satellitare del Qatar Al Jazira, uno dei delegati di Gaza, Salah el Bardawil, ha riferito delle condizioni che Israele accetterebbe ("l'eliminazione del blocco dei passaggi per l'80 per cento delle merci"). Subito dopo ha dichiarato che Hamas ha chiesto alle autorità egiziane di ottenere da Israele specificazioni sulle merci che "teme possano essere utilizzate per la fabbricazione delle armi, perché un giorno Israele potrà dirci che l'acqua è uno degli elementi per la fabbricazione dei missili". Hamas, ha detto ancora Bardawil, "ha reagito in modo positivo all'iniziativa egiziana, che comprende la tregua con Israele", e ora sta esaminando con Suleiman i tre dossier principali "sulla calma, sulla riconciliazione nazionale e sulla ricostruzione". "Noi non abbiamo alcuna obiezione - ha proseguito - ad accettare la calma in cambio dell'eliminazione del blocco e dell'apertura dei passaggi e non obiettiamo neppure all'apertura del dossier Shalit (il soldato israeliano catturato nel giugno 2006, ndr) che dovrà essere parallela ai negoziati sulla calma". A proposito della ricostruzione, infine, Bardawil ribadisce che non deve essere legata alla politica e che "tutto il mondo deve cooperare per ricostruire Gaza attraverso commissioni composte da Fatah, Hamas e tutte le formazioni o attraverso la costituzione di un comitato indipendente di attivisti che operino in coordinamento con i paesi donatori". ATS
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