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Estero
Gaffe Biden, "da Turchia jihadisti, da emirati fondi"
Redazione
12 anni fa

Una gaffe che può costare cara. Uno scivolone che può mettere in grande difficoltà l'amministrazione Obama impegnata in un enorme sforzo per consolidare l'alleanza anti-Is. E che può seppellire definitivamente le già minime chance di Joe Biden di candidarsi alla Casa Bianca. Il vicedepresidente americano - che la fama di 'gaffeur' se la porta dietro da sempre, nonostante tutti gli riconoscano una grande esperienza - stavolta l'ha combinata veramente grossa. Intervenendo alla Harward Kennedy School ha di fatto accusato apertamente la Turchia di aver fatto entrare tantissimi jihadisti in Siria. E ha criticato alcuni alleati del Golfo Persico per aver finanziato i gruppi dell'estremismo islamico che oggi combattono in Siria e in Iraq. Parole che hanno innescato un vero e proprio terremoto, con Ankara e alcune capitali arabe che hanno espresso tutto il loro disappunto e, in alcuni casi, la loro indignazione. Il premier turco, Recep Tayip Erdogan, il più arrabbiato: "Devono chiedere scusa", ha detto. E le scuse alla fine sono arrivate, direttamente dalla Casa Bianca: "Il vicepresidente si è scusato per ogni implicazione sul fatto che la Turchia e gli altri alleati e partner nella regione abbiano facilitato la crescita dell'Is e di altri estremisti violenti in Siria". Tangibile l'imbarazzo di Washington per un episodio che rischia di mandare a monte la tela tessuta nelle ultime settimane dal presidente Barack Obama e dal segretario di stato John Kerry per mettere in piedi una vasta coalizione anti-jihadista. Senza contare che i commenti di Biden arrivano in un momento molto delicato. Il parlamento turco ha infatti appena esteso l'autorizzazione all'uso della forza in Siria, una mozione che potrebbe consentire agli Stati Uniti e agli alleati di usare lo spazio aereo turco negli sforzi anti-Is. Mentre almeno cinque Paesi arabi stanno partecipando attivamente ai raid aerei in Siria e in Iraq, non lasciando solo gli americani e gli inglesi a bombardare. Tra questi ultimi anche l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, contro cui Biden ha puntato il dito accusandoli di aver fornito "centinaia di milioni di dollari e decine di migliaia di armi" a chiunque combatteva il regime di Bashar al Assad. Peccato - ha aggiunto Biden - che questi soldi finivano ad al Nusra, ad al Qaida e ad altri gruppi jihadisti, alcuni dei quali arrivati in Siria da altri Paesi. Parole che i sauditi e gli emiratini non hanno gradito.

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