
In Turchia qualcuno "vuole chiaramente portare indietro le lancette della storia e smantellare i fondamenti dello stato di diritto e della democrazia". È quanto ha detto il ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel. "Gli sviluppi in Turchia non sono imprevedibili e bisogna chiamarli per nome", ha affermato. Gabriel ha poi aggiunto che "chi licenzia centinaia di migliaia di funzionari, soldati e giudici, chi mette in galera 10 mila persone fra cui deputati giornalisti e attivisti, chi realizza migliaia di confische e contesta in modo generico alle imprese tedesche di sostenere il terrore, senza alcun fondamento, e chi di nuovo parla di pena di morte, vuole chiaramente portare indietro le lancette della storia e smantellare i fondamenti dello stato di diritto e della democrazia". Di fronte ad "accuse insopportabili", ha detto ancora Gabriel, "non abbiamo ripagato con la stessa moneta. E abbiamo aspettato che tornasse la ragionevolezza".
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