Cerca e trova immobili
Estero
G8: diviso su Siria, fermezza contro Corea Nord
Redazione
13 anni fa

Fermi, uniti e duri nella condanna contro le minacce della Corea del Nord. Divisi, sebbene "atterriti" dal numero dei morti e dall'emergenza umanitaria in Siria. I ministri degli esteri del G8 hanno concluso così, oggi, l'incontro a Londra preparativo per il vertice dei capi di Stato dei Grandi a giugno, e che ha visto sul tavolo dossier complicati e urgenti, Siria e Corea del Nord innanzitutto. E il raggiungimento di un "accordo storico" che considera lo stupro un vero e proprio crimine di guerra. Unanime, ferma e nei termini più duri la condanna per l'escalation delle minacce di Pyongyang espressa dai capi delle diplomazie di Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Russia riuniti a Lancaster House, non lontano da Buckingham Palace, per la seconda e conclusiva giornata di lavori. Hanno chiesto che si fermino le provocazioni e hanno inviato un messaggio chiaro a Kim Jong-un: "un altro lancio di missile o test nucleare e siamo pronti a ulteriori e significative misure", ha dichiarato William Hague, ministro degli esteri britannico che ha presieduto l'incontro. La posizione risoluta e coesa sulla Corea del Nord, non trova tuttavia lo stesso riscontro sul caldissimo e centrale dossier siriano: la Siria rimane la spina nel fianco della diplomazia che non riesce ancora a "sbloccare" l'impasse facendo un passo avanti verso una soluzione della crisi. Unanime la preoccupazione per l'emergenza umanitaria nel Paese, quello sì, ma "permangono le divisioni", ha ammesso Hague. Il riferimento è evidentemente alla posizione della Russia, rappresentata oggi a Londra dal ministro degli esteri, Serghei Lavrov. Ancora una volta, nella conferenza stampa conclusiva, si è dovuto ammettere il fallimento: "Fino ad ora, il mondo ha fallito" nel tentativo di porre fine al conflitto in Siria, ha detto Hague. Il G8 ha invece messo a segno un risultato importante per la lotta alle violenze sessuali nei conflitti, con l'intenzione che vengano riconosciuti come crimini dei guerra. Il tema è stato portato all'attenzione dei colleghi dalla presidenza britannica, ma a Lancaster House ha trovato tutti gli otto d'accordo, con la decisione storica di sbloccare fondi pari a 27,5 milioni di euro destinati proprio alla lotta contro queste violenze. Una causa subito abbracciata da un ospite a sorpresa: testimonial d'eccezione per il G8 è giunta a Londra l'attrice Angelina Jolie, in veste di inviato speciale dell'ONU per i rifugiati. Lo stupro in situazioni di guerra non deve essere considerato inevitabile, è l'appello dell'attrice e inviata dell'ONU: "Può essere prevenuto e deve essere affrontato". La Jolie ha quindi rilevato l'importanza dell'accordo raggiunto: "Finalmente si dà una speranza alle vittime". ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata