
Il G20 raggiunge un accordo di massima per limitare i bonus ma si conferma 'depennata' l'ipotesi di fissare tetti rigidi ai manager delle banche. Quindi alcune divergenze restano, con il premier francese Nicholas Sarkozy che chiede una maggiore durezza e il premier inglese Gordon Brown che avverte come il comunicato finale sull'argomento sarà "più duro del previsto". Un'intesa generale dei 20 grandi della Terra sui bonus sembra a portata di mano ma non è stata ancora raggiunta ufficialmente: nelle bozze di comunicato finale in circolazione a poche ore dalla conclusione del vertice, l'argomento è ancora sfumato. Tramontata l'ipotesi di imporre tetti rigidi da rispettare, si lavora e si cerca un accordo sui meccanismi e paletti da fissare per evitare che i maxi-compensi ai manager possano mettere in pericolo la stabilità del sistema finanziario, come accaduto con la recente crisi. Ad arricchire il già ampio dibattito fra i leader ci sono le proposte elaborate, proprio su richiesta del G20, dal Financial Stability Board di Mario Draghi, che presenta ai 20 grandi le linee guida per calmierare i compensi dei manager. Fra le proposte elaborate dall'Fsb figurano una chiara divisione fra retribuzione fissa e retribuzione variabile. Quest'ultima dovrebbe essere inoltre diluita nel tempo. Inoltre il documento targato Fsb prevederebbe - secondo indiscrezioni - la possibilità di una riduzione dei compensi in caso in cui la banca registrasse risultati negativi, oltre a riconoscere maggiori poteri alle autorità di supervisione. I compensi dovrebbero essere quindi legati ai risultati della banca, alle prese di rischio e al capitale: i maxi-bonus non dovrebbero minare la forza di capitale dell'istituto né la sua capacità di ricorrere al mercato per rafforzarsi. "Limitare i bonus ad una percentuale del prodotto netto bancario quando essi minaccino un certo livello di sano capitalismo" Il compromesso Draghi sui compensi è oggetto di confronto fra i big. Poche ore fa un accordo per limitare i bonus è stato raggiunto, con i grandi che si sono accordati sulla formulazione: "limitare i bonus a una percentuale del prodotto netto bancario quando essi minacciano un certo livello di sano capitalismo". Tutte le divergenze comunque non sono appianate, anche se le posizioni sembrano essersi avvicinate. ATS
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