
Migliaia di persone per dire "no e per sempre" all'energia nucleare, insieme al 'No nukes Day'. Nell'imminenza del terzo anniversario dello scoppio della crisi di Fukushima, lontana dall'essere risolta, le associazioni e i movimenti di cittadini antiatomo si sono dati appuntamento nel pomeriggio a Tokyo, nel centralissimo parco di Hibiya, prima di dare vita al lungo corteo che ha finito il suo percorso alla Kantei, ufficio del primo ministro, e alla sede del Parlamento. Al rumore assordante di tamburi (diversi ricavati da bidoni di petrolio) e al suono di chitarre e sassofoni, in migliaia, tra singolari travestimenti, slogan e tante bandiere "Sayonara Nucleare", hanno chiesto che "Fukushima non si ripeta ancora". E hanno promesso di bloccare i piani del premier conservatore Shinzo Abe, intenzionato a riavviare i reattori fermati nel dopo Fukushima, almeno quella parte dei 48 attualmente esistenti in Giappone che avranno superato i test "rafforzati" sulla sicurezza. Una mossa per contenere le importazioni di petrolio e gas che danneggiano la terza economia del pianeta.
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