
I curdi siriani dicono che quasi 800 affiliati dell'Isis sono scappati da uno dei campi nel nord est della Siria dove sono in corso i bombardamenti turchi. Le autorità curde hanno annunciato la fuga dei jihadisti stranieri dal campo di Ayn Issa, nel nord della Siria, circa 35 km a sud del confine turco, dove ci sono 12 mila persone tra cui mogli e vedove di combattenti dell'Isis con i loro figli. L'amministrazione semiautonoma della regione curda ha detto che i detenuti hanno attaccato le guardie e travolto le recinzioni. "Il campo di Ayn Issa è ormai senza controllo", hanno riferito i curdi.
Almeno 14 civili sono rimasti uccisi oggi nel nord est della Siria. Fra le vittime cinque persone che si trovavano su un'auto sulla quale hanno sparato le milizie filo-turche. Lo afferma l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus).
Quattro soccorritori umanitari siriani sono invece stati sequestrati nel nord-est della Siria da milizie arabo-siriane cooptate dalla Turchia nel corso dell'offensiva turca nell'area a est dell'Eufrate. Lo riferisce la Mezzaluna rossa curdo-siriana affermando che i quattro rapiti sono membri della stessa organizzazione medica curda. Il sequestro è avvenuto nella zona di Tall Abyad, al confine tra Turchia e Siria. Non è possibile verificare in maniera indipendente le informazioni sul terreno.
L'attacco turco alle postazioni curde nel nord-est della Siria ha costretto 130 mila persone a fuggire dalle proprie case, ma il numero potrebbe triplicare molto presto. E' l'allarme lanciato dall'Onu. "Ci stiamo addentrando in uno scenario in cui potrebbero esserci fino a 400 mila sfollati all'interno della Siria e attraverso le aree colpite", sostiene Jens Laerke, portavoce dell'ufficio Onu per il coordinamento umanitario (Ocha), riferiscono i media internazionali.
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