
"Non ho ucciso nessun bambino" Nel primo giorno di processo Joseph Fritzl si dichiara colpevole di stupro e incesto, ma non di omicidio. Accusa, quest’ultima, legata alla morte di uno dei suoi figli-nipoti, un neonato deceduto nel 96 subito dopo la nascita. Sarà difficile per gli inquirenti provare la colpevolezza del mostro di Amstetten: il bambino aveva gravi problemi respiratori e morì 70 ore dopo la nascita. Stabilire se fosse in condizioni di sopravvivere, una volta ricevuta la necessaria assistenza medica, e' di fatto impossibile perché il cadavere finì nella stufa di casa Friedl. Anche la riduzione in schiavitù della figlia Elisabeth è difficile da dimostrare, in quanto in Austria esiste solo il reato di "traffico di schiavi", che finora non è mai stato perseguito nel Paese. L'imputato si copre il volto Il "mostro" ha percorso i 100 metri che separano la sua cella dall'Aula con il volto coperto da una cartella contenitore di documenti azzurra. Durante il tragitto ha dovuto "sfilare" davanti alle telecamere incalzato dalle domande della stampa, come è usanza in Austria, prima dell'inizio del processo. Domande alle quali ha opposto il silenzio. Proteste all'esterno All'esterno dell'Aula, sono state inscenate numerose proteste e manifestazioni di denuncia.
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