
L'uscita di scena di Dominique Strauss-Kahn, ex-asso nella manica dei socialisti per la corsa all'Eliseo del 2012, ormai fuori gioco dopo l'accusa di stupro a New York, suscita un aspro dibattito nella 'gauche' francese, con alcuni suoi fedelissimi che si ritrovano "orfani" del loro beniamino e chiedono un congelamento delle primarie interne del partito, previste a ottobre. "In questo momento dobbiamo mettere le primarie del Partito socialista tra parentesi", ha detto Manuel Valls, uno dei più noti rappresentanti dei fedelissimi di Strauss-Kahn, aggiungendo: "Da domenica i francesi sono ko. Se vogliamo che le primarie mantengano realmente la loro promessa bisogna accettare di metterle tra parentesi". Parole a cui ha replicato François Hollande, già candidato alle primarie, che dopo l'uscita di scena di Dsk è superfavorito nei sondaggi per la sfida presidenziale contro Nicolas Sarkozy. Per lui, una pausa nel voto interno sarebbe un "vincolo supplementare". "Abbiamo un calendario" e le primarie devono tenersi come previsto "nel mese di ottobre. Abbiamo bisogno di andare a questo appuntamento. I francesi ce lo chiedono". Anche il socialista Pierre Moscovici è intervenuto dicendo che "le primarie devono tenersi al momento stabilito, chiedendo tuttavia di "non affrettarsi" nelle alleanze interne e di giungere a una "scelta collettiva". "Fermare le primarie sarebbe un grosso errore politico. Non siamo in una situazione di vuoto", ha affermato da parte sua Jean Marc Ayrault, capogruppo dei deputati socialisti. "Un'idea assurda", l'ha definita invece Pierre Bel, presidente dei socialisti al Senato. Intanto, gli "orfani" di Strauss-Kahn, come chiamano in Francia i fedelissimi dell'ex-direttore del Fmi, hanno deciso di riunirsi la settimana prossima per definire una linea comune. Mentre Sarkozy, che ufficialmente mostra il massimo riserbo sullo scandalo che vede coinvolto Dsk, pare non nasconda in privato una certa soddisfazione per l'uscita di scena di quello che riteneva come l'unico candidato "di peso" dei socialisti. "Non diciamoci bugie, è una buona notizia", afferma con una punta di cinismo uno dei fedelissimi del presidente, citato oggi dal quotidiano Le Parisien, aggiungendo: "Dsk parlava con Merkel e Obama, aveva acquisito un innegabile rango internazionale. Giocava in Champion's League, gli altri sono di serie B". ATS
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