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Estero
Francia: sosia Gainsbourg contro finto Hallyday in tribunale
Redazione
13 anni fa

Serge Gainsbourg ha tentato di accoltellare Johnny Hallyday ed ora deve rispondere in tribunale di tentato omicidio. È successo davvero, ma i due protagonisti della vicenda sono i sosia dei due celebri cantanti. L'insolito processo si è aperto oggi a Epinal, nell'est della Francia. Il finto Serge Gainsbourg si chiama Denis Colnot e ha 48 anni. Il vero cantautore, che scrisse la celebre "Je t'aime moi non plus" per la giovane Brigitte Bardot, è morto nel 1991. Rischia fino a 30 anni di reclusione per aver tentato di assassinare il suo nemico e rivale, il finto Johnny Hallyday, che in realtà si chiama Michel Pacchiana e ha 52 anni. Il vero Johnny Hallyday invece sta per compiere 70 anni e resta ancora una delle star preferite dai francesi. Il nome d'arte del suo doppio è Johnny Riviera. La stampa transalpina parla oggi di questo processo sottolineando che anche il mondo dei sosia, e non solo quello dello show biz, è un "universo spietato". I due uomini si conoscono dal '90 e hanno partecipato alle stesse kermesse, festival, karaoke. Tra loro c'è sempre stata molta rivalità e poca simpatia. L'antagonismo si è trasformato prima in rancore, poi in odio e infine in dramma, nel luglio 2011. Un giorno tra i due è scoppiata una disputa. Sono volati gli insulti. Denis-Gainsbourg non ci ha visto più, ha preso un coltello da cucina e si è scagliato contro Michel-Johnny colpendolo alla gola. La carotide è stata lesionata. Secondo il finto Johnny è evidente che il rivale aveva mirato volontariamente alle sue corde vocali per impedirgli di continuare a cantare. "Io sono un winner, l'altro è solo un perdente, un loser", ha commentato Johnny Riviera che accusa il rivale di essere solo un ubriacone, di non saper cantare e di non sopportare più di perdere tutti i concorsi. Sembra - dicono alcuni psicologi - che Johnny-Michel Pacchiana sia un tipo vanitoso e che si sente sempre il "numero 1". Da parte sua, il finto Gainsbourg, dal look alla Gainsbarre (il personaggio, sempre ubriaco e volgare, che il cantante si era creato come suo alter ego), assicura che mai avrebbe voluto uccidere il rivale anche se non ne poteva più di subire umiliazioni da parte sua. Starà ora ai giudici francesi decidere se si tratta di omicidio colposo o no. Il verdetto è atteso per lunedì. ATS

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