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Estero
Francia: socialisti si dividono su liberalizzazione cannabis
Redazione
17 anni fa

Il partito socialista torna a discutere, con accenti fra loro sensibilmente diversi, sulla liberalizzazione delle droghe leggere, dopo la proposta dell'ex ministro degli Interni, Daniel Vaillant - oggi sindaco del XVIII arrondissement di Parigi, quello che comprende Montmartre - di depenalizzare il consumo e "regolamentare la vendita" di cannabis, combattendo lo spaccio. D'accordo con l'ex ministro si sono detti oggi Michel Sapin e David Assouline, il primo deputato e il secondo senatore, secondo i quali "è una proposta ragionevole, un dibattito da sollevare di nuovo e in modo sereno". "Daniel Vaillant ha ragione - hanno detto - a forza di penalizzare il consumatore non abbiamo più armi per combattere il traffico, perché tutti hanno interesse al silenzio". Favorevole a una liberalizzazione, ma controllata, anche l'ex guardasigilli Marylise Lebranchu, che propende per "una legalizzazione come per il tabacco, con la condizione che si applichi anche una politica di salute pubblica". Per lei, la soluzione migliore è la legalizzazione, cioè la vendita controllata, poiché la depenalizzazione "vorrebbe dire che chi ha soldi per comprare può 'fumare', chi non li ha deve spacciare per fumare e, a quel punto, diventa fuorilegge, perché spacciare è un reato. Non si può depenalizzare, sarebbe ingiusto". Molte, nel Ps, anche le voci contrarie a qualsiasi ammorbidimento della legge: "la cannabis deve rimanere vietata" ha detto Jean-Louis Bianco, capofila dei "proibizionisti". Per lui, "in un momento in cui i giovani sono privi di punti di riferimento, la regola del divieto deve restare così com'è. Se un giorno la Francia andrà meglio e i giovani andranno meglio, se ne potrà discutere. Ma oggi, allo stato attuale delle cose, non bisogna dare segnali di ambiguità". ATS

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