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Estero
Francia: socialisti al fotofinish
Redazione
12 anni fa
Successo politicamente cruciale contro il Front National nel Doubs

Frédéric Barbier, fedele comprimario socialista, ha tenuto duro. Nessuno lo aveva considerato per il successo finale nell'elezione del Doubs, dove era rimasto vacante il seggio di parlamentare del collega di partito Pierre Moscovici, diventato commissario europeo.

Con 13'003 voti contro 12'581, ha riportato un successo al fotofinish ma politicamente cruciale contro Sophie Montel, una "ultrà" lepenista del Front National.

La Montel, corpulenta bionda che nel 1996 difese il fondatore del partito, Jean-Marie Le Pen, in alcune sconsiderate affermazioni sulla supremazia di alcune razze, era favoritissima alla vigilia del primo turno. Poi la sorpresa di domenica scorsa: il candidato UMP Charles Demouge viene superato dal socialista Barbier che passa, con la vincente Montel al secondo turno. La non luminosa carriera di Demouge finisce con la lapidaria definizione che di lui ne dà, il giorno dopo, Nicolas Sarkozy, presidente del partito: "è un coglione" (citazione del sempre informato "Le Canard Enchainé").

Il gregario Barbier va in finale grazie al soprassalto dell'unità nazionale attorno al governo della "gauche", sull'onda dell'emozione dopo gli attentati terroristici e nell'UMP scoppia l'ennesima guerra civile: Alain Juppé, ex premier che vuole sfidare Sarkozy nelle primarie per le presidenziali 2017, brucia tutti e annuncia il tradizionale "Fronte Repubblicano": l'UMP deve appoggiare i nemici socialisti nel ballottaggio contro il Front National.

Questa è la consuetudine, la legge non scritta della politica francese, ma Sarkozy che sceglie sempre "la rupture" con il passato spezza il tabù: nessuna indicazione di voto. Anche se, aggiunge ambiguamente, bisogna fermare il Front National. Marine Le Pen, che non è andata direttamente a sostenere il suo compagno di partito che poteva diventare il terzo deputato FN in Assemblea nazionale, si è fatta beffe del Fronte Repubblicano, che nel 2002 fece a brandelli la candidatura del padre Jean-Marie al secondo turno contro Jacques Chirac (che fu rieletto con l'82% delle preferenze grazie all'unità nazionale e ai voti socialisti). Ma ha attaccato anche Sarkozy, che ha lasciato pericolosamente liberi quelli del suo partito, e soprattutto Valls, che al contrario della Le Pen è andato per la seconda volta a sostenere Barbier nella regione chiamata al voto ("con i soldi dello Stato", ha tuonato la bionda leader FN).

Contro ogni previsione, il Partito socialista dello "spirito dell'11 gennaio", come il presidente François Hollande definisce il sentimento francese dopo la storica manifestazione dei 4 milioni dopo gli attentati, ha mantenuto il seggio di Moscovici. "Abbiamo vinto ma non possiamo vantarcene", ha ammesso Barbier modestamente e realisticamente. Mentre Marine Le Pen ha masticato amaro: "i socialisti hanno vinto di un soffio, ma il grande vincitore di questa elezione è il Front National. Abbiamo aumentato i nostri voti di 25 punti rispetto al 2012, il PS soltanto di 2".

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