
Doveva essere la risposta principale di François Hollande allo scandalo Cahuzac, l'ex ministro del bilancio con conti in Svizzera, e invece la pubblicazione del patrimonio dei membri del governo e dei parlamentari francesi è sfumata o quasi. Grazie a un emendamento dell'ultimo minuto. Il presidente della Repubblica era stato categorico il 10 aprile, annunciando le misure per "moralizzare la vita pubblica" dopo lo sconquasso del caso del ministro Jerome Cahuzac. Tutti i responsabili politici, dal governo al parlamento fino ai sindaci, avrebbero dovuto diffondere su internet una dichiarazione del proprio patrimonio. Alcuni lo fecero immediatamente, anche se con effetti non sempre convincenti, per gli altri si aspettava che la legge rendesse automatica la "trasparenza". Il progetto di legge, però, è stato emendato all'ultimo momento dalla maggioranza. Jean-Jacques Urvoas, deputato socialista, è riuscito a far passare un emendamento in base al quale le dichiarazioni, invece di essere pubblicate su internet, saranno "consultabili". Non solo, ma l'articolo prevede che "il fatto di pubblicare o divulgare informazioni così raccolte, sarà punito con un anno di prigione e 45'000 euro di ammenda per violazione della privacy". In sostanza, la diffusione dei patrimoni sarà a beneficio soltanto dell'autorità sulla trasparenza, mentre i cittadini normali potranno prenderne visione ma soltanto recandosi in prefettura e facendone richiesta. E, soprattutto, mantenendo successivamente il segreto. ATS
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