
Sembra finito l'incubo e il disagio dei pendolari francesi. Da domani treni, autobus e metropolitana dovrebbero circolare quasi regolarmente, dopo nove giorni di sciopero che hanno paralizzato i trasporti pubblici del paese, provocando anche forti danni all'economia. Le varie assemblee generali degli autoferrotranvieri si stanno via via pronunciando per la ripresa del lavoro, dopo che i primi risultati dell'avvio dei negoziati a tre - aziende, sindacati e governo - vengono definiti "positivi" dall'organizzazione sindacale maggioritaria, la Cgt. Per una vertenza che sembra avviata alla conclusione se ne apre un'altra, quella degli studenti, liceali ed universitari, contrari alla legge che concede autonomia agli atenei. Più di 40 delle 85 università francesi sono bloccate, e la protesta sta allargandosi ai licei, le scuole medie superiori: una ventina sono attualmente bloccati. Oggi c'è stata una manifestazione a Parigi con migliaia di studenti: hanno sfilato insieme universitari e liceali per chiedere "diplomi nazionali e ritiro della legge". Il presidente della Federazione indipendente e democratica liceale, Tristan Rouquier, ha chiesto che vengano fatte delle manifestazioni studentesche unitarie in tutte le città il prossimo 29 novembre. I liceali - ha aggiunto - "sono i primi colpiti da questa legge" e chiedono che l'accesso all'università sia frutto di una "propria scelta, e non di una selezione provocata dai voti o dal denaro". Questa sera il ministro dell'insegnamento superiore, Valerie Pecresse, si è detta pronta ad aprire i negoziati su alcune richieste del movimento degli studenti, ma senza tornare indietro sul principio dell'autonomia delle università. È un atteggiamento simile a quello tenuto da Nicolas Sarkozy sulla riforma dei regimi speciali delle pensioni: nessun cedimento sul principio della armonizzazione delle 40 annualità di contribuzione per tutti - gli autoferrotranvieri sono ora a 37,5 - ma mano tesa per compensare i 2,5 anni in più di contributi. Così sul tavolo delle trattative sono in discussione forti aumenti salariali e la creazione di pensioni complementari. ATS
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