
E' stata una retata vera e propria, con circa 500 fra poliziotti e gendarmi mobilitati dalla prefettura a scovare gli immigrati clandestini dispersi negli angoli delle strade e in una specie di foresta - chiamata "Giungla" - vicino a Calais, nel nord della Francia. Alla fine sono stati 200 gli irregolari arrestati, in gran parte afghani. Fanno parte di quella folla di migranti che stazionano da mesi e anni in quella zona in attesa di trovare l'occasione buona - un camion, un'imbarcazione - per passare la Manica e raggiungere la tanto desiderata Gran Bretagna. Secondo il sindaco di Calais, Natacha Bouchart, dell'Ump, il partito del presidente Nicolas Sarkozy, ce ne sono circa 800 nella città, e la situazione è "insostenibile". Da quando è stato chiuso nel novembre 2002 il centro della Croce Rossa di Sangatte - vicino a Calais - dall'allora ministro dell'interno Sarkozy centinaia di immigrati vagano nelle città e per le strade della regione in attesa del passaggio buon per andare dall'altra parte della Manica. L'operazione della prefettura di Calais ha ricevuto l'apprezzamento del ministro dell'immigrazione, Eric Besson: "Deve essere chiaro che non sono i trafficanti a fare la legge", ha detto il ministro che sarà proprio a Calais, giovedì prossimo, per presentare le sue proposte per affrontare e risolvere il problema dei clandestini. ATS
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