
"Stupiti" si sono detti i principali sindacati dei magistrati francesi per la decisione della corte d'assise di Rennes di rinviare, "a causa del Ramadan", un processo per rapina. Il processo sarebbe dovuto iniziare il 16 settembre, esattamente a metà del mese sacro per i musulmani, ma l'avvocato difensore ha chiesto e ottenuto il rinvio affermando che il suo cliente - di fede islamica - era "troppo debole" a causa del digiuno. Una scelta "piuttosto sorprendente rispetto al principio di laicità" secondo Laurent Bedouet, segretario generale dell'Unione sindacale dei magistrati (Usm). Ancora più duro il commento di Emmanuelle Perreux, presidente del Sindacato della magistratura (Sm), che ha definito il rinvio "aberrante". "Bisogna ritornare ai grandi principi - ha aggiunto la Perreux - e ricordarci che viviamo in una repubblica laica". Lo scorso 29 maggio grandi polemiche avevano accompagnato la decisione del tribunale di Lille, nel nord del Paese, di annullare un matrimonio fra due musulmani perché la moglie aveva mentito al marito sulla propria verginità. L'annullamento era stato concesso perché, secondo il giudice, il matrimonio era stato concluso "sulla base di un errore obiettivo, determinante nel consenso". ATS
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