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Francia: piegheremo Macron, ferrovieri annunciano un maxisciopero
Redazione
8 anni fa

Tre mesi di caos per "piegare Macron": i sindacati degli "cheminot", i ferrovieri, sono pronti allo scontro, già lo chiamano "la battaglia della rotaia". Non vogliono che il governo metta mano al loro "statuto", che li ha fin qui protetti da tagli, aumenti dell'età pensionabile e soprattutto concorrenza. Da aprile a giugno, il presidente arrivato all'Eliseo senza partiti alle spalle si gioca la partita più rischiosa del mandato. Nel 1995, il più brillante uomo politico della destra neogollista, Alain Juppé, primo ministro del neopresidente Jacques Chirac, ebbe l'ardire di aprire il cantiere della riforma delle ferrovie. La Francia pagò con mesi di blocco, il paese si fermò, per 3 settimane non circolò neppure un convoglio, i francesi non andavano più a lavorare, chi ci andava spesso non tornava a casa la sera. Alla fine Juppé rinunciò, le sue dimissioni aprirono la strada al successivo autogol della destra, lo scioglimento delle Camere e le elezioni politiche anticipate, che vinse la sinistra. Con la scelta di uno sciopero così lungo e insistente, settimana dopo settimana, i sindacati della Sncf hanno scelto una "mobilitazione nuova" per costringere il governo ad aprire "un tavolo vero" sul progetto di riforma: "Lo sciopero - hanno sottolineato oggi i sindacati - non è un obiettivo in sé", ma un'arma sindacale per spingere l'esecutivo a negoziare.

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