
La "bugia di Stato" della Guardasigilli, le telefonate intercettate di Sarkozy e i sospetti di corruzione, l'inchiesta per favoritismo che coinvolge il segretario dell'Ump: un'ondata di scandali sta investendo responsabili politici del governo socialista e dell'opposizione di destra in Francia, a dieci giorni dal primo turno delle elezioni municipali (il 23 marzo). Per il governo si tratta di allentare le tensioni su quello che ormai è diventato "l'affaire Taubira". Ci si chiede se la ministra della Giustizia abbia commesso una gaffe, o piuttosto un errore politico irreparabile, affermando di non essere al corrente che Nicolas Sarkozy era stato messo sotto ascolto da parte dei giudici per i finanziamenti illeciti della sua campagna elettorale. Una bugia che è stata facilmente smascherata, e che ha precipitato il governo nel caos. Mentre la ministra parla di "malinteso" e non di "menzogna", e rifiuta di dare le dimissioni, come pretende l'Ump, i membri del governo le hanno fatto scudo e sono passati al contrattacco: "Perché parlare di Christiane Taubira, quando si tratta di fatti che sono rimproverati a Sarkozy?", ha commentato il ministro del Lavoro, Michel Sapin. L'Ump prova a ribaltare la situazione, ma l'inchiesta che pesa sull'ex capo dello Stato rischia di intaccare in profondità l'immagine di Sarkozy e di compromettere i suoi progetti di presentarsi di nuovo per la corsa all'Eliseo, nel 2017. Lo scandalo, però, getta ombre anche sull'Ump, con le elezioni municipali fra 10 giorni e il rischio che ad avvantaggiarsi delle polemiche a destra sia il Fronte nazionale di Marine Le Pen. L'ex presidente è sospettato di aver ottenuto da un magistrato della Cassazione informazioni coperte da segreto istruttorio in cambio di una raccomandazione. Lui, due suoi ex ministri ed il suo avvocato sono stati intercettati per mesi, ma Sarkozy era già da alcuni giorni in primo piano per la diffusione di registrazioni di conversazioni private effettuate dal suo ex consigliere di fiducia, Patrick Buisson. Oggi, anche il segretario dell'Ump, Jean-Francois Copé, è finito fra gli indagati, in un'inchiesta aperta dalla Procura di Parigi per falso, appropriazione indebita e abuso di potere: il caso riguarda gli appalti ottenuti dalla società di comunicazione Bygmalion, durante la campagna presidenziale 2012 di Sarkozy. Copé è sospettato di aver gonfiato le fatture della società, fondata da due suoi amici ed ex capi di gabinetto in diversi momenti della sua carriera politica.
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